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SEO per e-commerce multilingua

Uno degli investimenti migliori che può fare chi possiede un sito di e-commerce è sulla SEO, indispensabile per chi vuol fare successo nel mondo del web.
Infatti, chi riesce a indicizzare e posizionare al meglio il suo sito ha anche ottime possibilità di aumentare gli introiti e, per questo, non bisogna sottovalutare le potenzialità di un bacino di possibile clientela internazionale, che non sia relegato ai soli confini italiani ma che si espanda per diventare potenzialmente illimitato.
Per fare questo, è necessario puntare su un’indicizzazione multilingua, che non significa semplicemente tradurre la pagina dall’italiano a un’altra lingua, ma vuol dire creare una nuova pagina che segua le regole SEO che, molto spesso, variano da Paese a Paese.
Purtroppo i siti di e-commerce multilingua cadono spesso in errori banali che penalizzano l’indicizzazione e che, quindi, perdono efficacia commerciale.

– Non tradurre la pagina nativa in un’altra lingua ma creare contenuti originali

Ok, è vero che è comunque necessario avere una base di partenza su cui creare una pagina in diverse lingue, ma questo non significa fare copia e incolla dalla traduzione di Google Translate, soprattutto se si vuole mantenere una certa immagine di serietà. E’ bene, dunque, creare dei testi descrittivi nuovi, non tradotti in automatico e che rispettino quindi i parametri SEO di concentrazione per le parole chiave e forma per il contenuto.

– Url diversificate tra i testi in lingua diversa

Ecco l’errore più frequente nei siti di e-commerce multilingua che non prestano l’adeguata attenzione alle regole SEO: contenuti tradotti ma URL non tradotte! Inoltre sarebbe sempre meglio separare i vari siti in base all’estensione di nazionalità. Ossia .it, per esempio, andrebbe indicizzato in Italia (es. Google.it). Invece in Germania o in Spagna lo stesso sito avrà dominio .de e .es rispettivamente, proprio utilizzando quindi i domini con estensione localizzata. Il sistema più immediato e semplice per strutturare il di e-commerce multilingua, invece, consiste ad esempio nell’utilizzare la generica estensione commerciale .com e diversificare il linguaggio delle schede prodotto con una cartella a parte:
– www.nomenegozio.com/it/scheda-nome-prodotto.html il nome della pagina secondaria è in italiano
– www.nomenegozio.com/en/details-product-name.html il nome della pagina secondaria è in inglese

– Inserire la Rel Alternate

Un sito di e-commerce multilingua deve utilizzare il tag Rel Alternate nel suo codice html. Questo è lo strumento forse più importante in chiave di ottimizzazione SEO, la base su cui costruire l’intera strategia d’indicizzazione. A cosa serve questa tag? Serve semplicemente a indicare a Google quale dev’essere la lingua da utilizzare in ciascun Paese, per aiutarlo a mostrare i risultati più correttamente. Ad esempio:
– se un utente in Italia utilizza una chiave di ricerca “X(it) “, nei risultati di Google gli appare direttamente la pagina italiano.
– se un utente in Spagna utilizza la stessa chiave di “X(es) “, nei risultati di Google gli appare direttamente la pagina in spagnolo.

– Inserire i Link Cross Domain

E’ importantissimo che le pagine abbiano riferimenti alla stessa pagina nelle lingue diverse e che, quindi, il riferimento sia corretto. Le scelte più frequenti sono quelle di inserire le bandierine per indicare la pagina nella lingua correlata, oppure dei semplici collegamenti ipertestuali con il nome della lingua: non è importante la forma ma la perfetta visibilità.
Bisogna fare attenzione a inserire l’esatta url di riferimenti in cui si vuole che atterri il link: se si tratta di una scheda prodotto, l’utente cliccandovi dovrà raggiungere la scheda prodotto nella lingua selezionata e non la generica home page.

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