Google Analytics e SEO con Excel

Far comunicare Excel con Google Analytics

Importare i dati di Google Analytics su Excel

Regolarmente, per capire se il mio lavoro in rete procede bene, studio attentamente i dati che mi riporta Google Analytics per capire dove e come intervenire, così da poter ottimizzare al massimo sia il lavoro che i risultati. Non a caso Google Analytics è lo strumento numero uno al mondo (insieme al fratello Webmaster Tools), che ci fornisce una visione approfondita e dettagliata dell’andamento delle nostre attività e dei nostri “affari”, aiutandoci ad elaborare una strategia SEO efficace. Oggi però non voglio soffermarmi proprio su questo, in fondo lo sappiamo tutti che una delle sue utilità sta nell’ottenere dei report che ci forniscono una visione d’insieme del traffico presente sul nostro sito. Vorrei spiegare piuttosto come analizzare efficacemente questi dati statistici integrando lo strumento di Google con un altro molto flessibile dal quale possiamo ottenere il massimo, cioè il famoso Excel di Microsoft. L’obiettivo è quello di esportare i dati da Analytics per poi elaborarli in Excel senza perdere alcuna informazione. Questa operazione, per chi come me opera tutti i giorni con questi due strumenti, non deve portar via tempo prezioso, anzi, deve essere immediata! Il risultato sarà la gestione completa dei dati nel modo che riteniamo più opportuno per trarne il massimo vantaggio in ottica SEO. Tra l’altro, quando usiamo Google Analytics dobbiamo saltare da una finestra all’altra, mentre attraverso le funzioni di Excel possiamo ottenere dei report personalizzati con i dati che vogliamo comparare o elaborare, avendoli sotto mano tutti insieme senza dover impazzire.

Per fare questo, il metodo più semplice che ho scoperto tempo fa, consiste nell’installazione del plug-in “Excellent Analytics”, che ci permette di avviare un download automatico di tutti i dati registrati regolarmente da Google Analytics, in modo da poterli elaborare applicando facilmente le funzioni di Excel. Prime tra tutte le formule, ma anche i filtri, i grafici, le tabelle e così via. La velocità di questi passaggi ci permette di ottenere in pochi minuti un’ampia visione dei risultati che abbiamo ottenuto grazie all’azione SEO e di affinare un piano di lavoro sempre più mirato ed efficace.

Altri plugin per collegare Google Analytics con Excel

Gli strumenti di Google ed Excel a disposizione per poter essere utilizzati sinergicamente sono diversi, sta a noi scegliere in base alle nostre esigenze, poi nulla vieta di provarli un po’ tutti e decidere dopo aver capito con quale ci troviamo meglio. Si tratta principalmente di plug-in o di add-in, interfacce e soluzioni con precise peculiarità da scegliere anche in base al sistema operativo. Alcuni infatti funzionano solo su Mac, altri indifferentemente anche su Windows o viceversa. Le versioni non sempre sono gratuite, per cui è bene informarsi sui prezzi prima di procedere all’installazione, anche se di norma esistono le versioni prova di 30 giorni che danno la possibilità di usare gratuitamente i programmi per un tempo sufficiente a capire se faccia al caso nostro o meno.

Giusto per fare qualche nome posso citare per esempio:

Next Analytics


Tatvic Analytics Excel Plugin


ShufflePoint


Analytics Edge


 “Supermetrics Data Grabber


Analytics Canvas

 

Alternativa ai plugin: API di Google Analytics

Il mio suggerimento in alternativa a questi plugin e soprattutto all’integrazione di Analytics con Excel, è di sfruttare le API di Google Analytics, cioè quelle funzioni che permettono di ottenere da Google Analytics solo i dati che ci interessano per poi esportarli sul programma che ci servirà per gestirli, come per esempio un nostro script personalizzato in PHP. Qui potremo predisporre dei file con delle query personalizzate, che in automatico scaricheranno da Analytics i dati che potremo organizzare in grafici e tabelle. Per averli sempre aggiornati, basterà lanciare un aggiornamento delle query che provvederà in automatico ad aggiornare anche i report. In questo modo sarà possibile interrogare Analytics con domande “dirette”, facendoci dare quei risultati che ci servono più degli altri per rendere più veloce l’analisi SEO e capire esattamente dove dobbiamo intervenire. Questi passaggi inizialmente possono sembrare un po’ complessi, ma se la mole di dati da analizzare è piuttosto consistente ne vale sicuramente la pena.

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